“BORDERL1NES” 1996/98, acrilici su tela cm. lOOxlOO x tre elementi (veduta della mostra alla “WERNER HEYINDRICKX GALLERY” Pallanza-Verbania).

 

Da un testo di WERNER HEYNDRICKX (1998):

 ROBERTO SAPORITO

Roberto Saporito che pratica anche la scrittura ha scelto la pittura per arricchire la propria storia. Egli attua la continuità di una tradizione pittorica (Hard-Edge Painting, Colour-Field Abstraction, Minimal Art), tutta la storia della pittura è, per ciascun quadro, dietro di lui.

 Ciascuna delle sue opere si basa sulla stessa successione di gesti e di decisioni, quindi l’obiettivo è di permettere all’artista di continuare a dipingere riducendo le sue scelte al minimo. Cominciando dall’atto del dipingere che è stato semplificato all’estremo. Come la scelta dei colori ridotta a tre colori primari (blu, rosso, giallo) e due colori non colori (nero, bianco) che caratterizzano alcuni pittori da Corot a Mondrian passando per Matisse.

 La composizione geometrica semplice della serie BORDERLINES continua in ogni quadro, le forme paiono confinare una con l’altra, ogni tela è spinta dalla precedente, rimessa in ordine dalla successiva.

 La pittura di Roberto Saporito non è né spiegabile né comprensibile né interpretabile né completamente visibile. Lo spettatore è incoraggiato dall’artista ad intervenire attivamente nella (ri)costruzione delle sue composizioni, alla creazione del contenuto” della sua opera.

 è a questo punto che si ferma il controllo dell’artista, nel momento in cui lo spettatore inizia a pensare con gli occhi e a guardare con la mente.

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