Pianeta Internet: pregi e difetti della Rete


Conosco Internet dal maggio del '95, e da allora è diventato una parte importante sia della mia attività lavorativa, sia dei miei hobby. Lo considero un'invenzione eccezionale, così come il computer.
Io vedo il computer come uno strumento molto creativo, ed in effetti lo utilizzo con l'intento di creare qualcosa di bello, nuovo, innovativo. E Internet in questo è un grosso stimolo perché consente di comunicare l'oggetto creato al mondo intero.
In effetti è proprio questo aspetto del comunicare che è per me fondamentale, al di là pertanto di tutti gli aspetti tecnici. Internet è a mio parere un fenomeno culturale.
A volte dico la Rete, perché sia chiaro che Internet non è una marca, così come il cielo non è marchiato Alitalia.
Mi piace la democrazia di Internet, lo spirito pionieristico e solidaristico che ha assunto (per il momento). Mi piace che tante persone (come me) "perdano del tempo" a fare qualcosa che sia fruibile da tutti gratuitamente.
Mi piace poter parlare liberamente con qualcuno che non conosco di persona, e senza le barriere che crea l'essere uno di fronte all'altro: il volto, il fisico, la voce, il vestito, l'età, l'accento, lo sguardo, la timidezza...
Tra utenti della rete si tende a parlare sempre in termini positivi della Rete stessa e più in generale della telematica e dell'informatica: è una cosa ovvia, perché chi si avvicina al mondo telematico, e venendo a conoscere Internet ne diventa un utente assiduo, solitamente è affascinato dalle possibilità che esso offre.
Ma mi sembra corretto riconoscere che possono esserci dei lati negativi, o meglio dei rischi nella Rete: ne cito alcuni.
  1. Senso di onnipotenza: capita dopo qualche tempo, quando ormai tutte le tecniche di navigazione, di ricerca e di consultazione sono acquisite. Scopri di poter fare cose che prima erano inimmaginabili,e ti dici: forse io sono Dio?
  2. Occupazione di altri spazi: finisce che gli altri interessi si offuscano, e che parlando con chiunque finisci per arrivare lì, all'argomento Internet.
    Qualche hobby (ad esempio lo sport) lo lasci perdere, stai davanti al monitor fino a notte inoltrata, e non ti rendi conto del tempo che passa. O magari sprechi tempo in ufficio, e diminuisci il tuo rendimento.
  3. Estraneità dal mondo. Internet ti dà anche le notizie dei colpi di stato in Mongolia, ma non ti dice cosa succede nel tuo quartiere. Il rischio è di tralasciare i rapporti non virtuali. Cosa me ne faccio di qualche amico se ne posso avere a centinaia in Rete?
  4. Frammentazione del dialogo. Se voglio parlare con qualcuno la conversazione procede tutto sommato lentamente, lettera, risposta, risposta alla risposta e così via. Spesso coi miei corrispondenti, anche i più fedeli assertori delle qualità del dialogo per via telematica, facciamo una telefonata o ci vediamo di persona per parlarci "meglio".
  5. Discriminazione: ebbene sì, anche Internet purtroppo è elitario. Può accedervi solo chi studia all'università, oppure ha accesso al lavoro, oppure può permettersi un computer, un collegamento via modem e le spese di telefono e di connessione. E in ogni caso bisogna sapere utilizzare il computer, almeno per sommi capi. Sono tagliati fuori gli anziani, le casalinghe, le persone al di sotto di un certo reddito, le nazioni sottosviluppate...Questo non è per tutti; almeno al momento. Può darsi che la nuova generazione di PC, i cosiddetti network computers, eliminino alcune di queste barriere.
  6. Antipatia per le cose "difficili". Questa richiede un discorso a parte.
    Infatti, se la "sensazione di onnipotenza" in condizioni normali è destinata in breve tempo ad esaurirsi (non appena ci accorgiamo che le informazioni che più ci stanno a cuore sul Web non si trovano manco a pagarle, o che il programma che ci serve a tutti i costi non è scaricabile da nessun sito al mondo) un altro fenomeno, questa volta non di breve durata, rischia di colpire ciascuno di noi. È l'impressione che tutta la nostra vita diventi improvvisamente più facile.
    E non che questo non sia vero: tutt'altro!
    Per chi sfrutta Internet per lavoro la Rete è una vera manna: servizi che semplificano notevomente la nostra attività, che ci evitano lunghi viaggi, che ci permettono anche di lavorare collegati da casa o da una amena località di villeggiatura, possibilità di rendersi "pubblici" a costi minimi, di comunicare con persone o entità di fama nazionale ed internazionale in campo scientifico, tecnico, giornalistico o letterario, di dialogare con persone che operano nello stesso settore, facilità nel reperire documenti, dati o informazioni e nel fornirle ad altri.
    Insomma, è effettivamente tutto più facile.
    Ma anche per chi si collega ad Internet per svago le cose migliorano di molto. Si pensi ad esempio ad un collezionista, che finalmente tramite la Rete può trovare le persone che in tutto il mondo coltivano il suo stesso hobby.
    O gli scacchisti, che possono giocare partite entusiasmanti con avversari che si trovano dall'altra parte del globo. È proprio un altro mondo!
    Ma il rischio, a mio parere, è che tutto questo abbia una trasposizione sul piano reale: in altre parole che l'utente di Internet cerchi cioè solamente le cose a lui più facili, e sviluppi una progressiva "antipatia" verso quelle complicate.
    Il rischio è serio.
    Non vorrei in questo vestire i panni non miei del sociologo o dello piscologo, e pertanto non trarrò fino in fondo le conseguenze di questo pericolo, obiettivamente non ne sono in grado.
    Ma ugualmente vorrei mettere in guardia chi mi sta leggendo dal rischio, legato all'uso di Internet, di perdere la voglia di occuparsi nella vita reale di cose "difficili", e vorrei fare un esempio: i rapporti umani.
    Se l'e-mail, che è lo strumento principe per farsi degli amici in Rete, permette di avviare con semplicità rapporti con persone mai viste o conosciute, la difficoltà di entrare veramente in rapporto con l'interlocutore rimane tutta. E guai ad evitarla!
    Si andrebbe certamente incontro ad amicizie false, in cui noi come chi ci scrive risultiamo diversi da come realmente siamo, grazie al fatto che il mezzo è capace di "nascondere" agli altri la persona che si cela dietro ad un messaggio.
    Semmai, in modo opposto, ed è questo l'invito che rivolgo a chi mi legge, vale la pena di stimolare se stessi ad approfondire proprio questi aspetti, più "complicati", proprio perché questo meraviglioso strumento che è la Rete ci semplifica tutto il resto.

Insomma, non è tutto oro. Come tutte le cose. Ma si sarà capito che io considero accettabile il rischio. È proprio così, ne vale la pena.

P.S.: il Bollettino di aggiornamento in Neuropsicofarmacologia di Roma ha individuato cinque sintomi per cui si ha dipendenza da utilizzo di computer per navigare nella rete.
Si inizia dalla sindrome di astinenza caratteristica con cessazione o diminuzione dell'uso di Internet pesante e prolungata che porta dopo diversi giorni fino ad un mese o due ad agitazione psicomotoria, ansia. Ed ancora: pensieri ossessivi focalizzati su cosa sta succedendo in Internet, movimenti volontari ed involontari di "typing" con le dita, fantasie e sogni sulla rete Web. C'è poi l'uso di Internet o di servizi on line affini intrapreso per alleviare la sindrome di astinenza.
Si prosegue poi con l'accesso ad Internet sempre più frequente o per periodi di tempo più prolungati rispetto all'intenzione iniziale.
Il terzo sintomo è il desiderio persistente o sforzo infruttuoso di interrompere o tenere sotto controllo l'uso di Internet.
Il quarto si chiama dispendio della maggior parte del tempo in attività correlate all'uso della rete (acquisto di libri su Internet, ricerca di nuovi siti web, organizzazione di file).
Infine si passa al perdurare dell'uso di Internet nonostante la consapevolezza di problemi fisici, sociali, lavorativi o psicologici persistenti o ricorrenti verosimilmente causati o esacerbati dal suo uso.
I sintomi, secondo le osservazioni fornite dal bollettino, sono assenza di sonno, ritardo agli appuntamenti del mattino, trascuratezza nei confronti dei propri doveri occupazionali o sensazione di abbandono dei propri cari.

Tra chi lancia l'allarme di una nuova sindrome da dipendenza collegata all'uso di Internet, sindrome che è stata battezzata "Webaholism" (dall'inglese "alcoholism"), vi è una associazione ("Netaholics Anonymous"), gestita da Pam Kegan, per il recupero dei "webaholics" o "netaholics" che dir si voglia.
Esiste anche un centro di assistenza per quanto riguarda la diagnosi della sindrome ed il recupero delle persone da essa affette, naturalmente on-line: il Center for On-line Addiction.
Ecco il loro scherzoso elenco dei sintomi :-))
Come avrete notato, almeno un sintomo è inequivocabilmente presente anche per me...

Scrivetemi!

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Ciao...