Siamo tutti drogati
Alla spettabile redazione di MC Microcomputer.
Non mi piace definirmi un utente esperto di computer, anche se ci lavoro da una vita: diciamo che anch'io "smanetto" abbastanza.
La trafila è stata quella che tanti lettori potrebbero raccontarvi: e' iniziata ancora da ragazzino, nell'81, quando mi fu regalata una splendida calcolatrice programmabile in SOA, la TI 59 della Texas, dotata di stampante termica e addirittura di un lettore di schedine magnetiche di capacita' 500 bytes, messo fuori uso (il lettore) dopo appena due mesi dalle mie mani inesperte ed avide di imparare...dopo qualche mese uscirono le SHARP programmabili in BASIC.
Nell'83 acquistai un VIC 20 di seconda mano, e fu l'iniziazione al BASIC (e ai giochini...); con il VIC 20 feci anni dopo un programma che calcolava le deformazioni elastiche di una diga ad arco, un'impresa per me titanica, e mi sembrava di aver raggiunto il massimo nell'utilizzazione di un computer; ma intanto era gia' uscito il Commodore 64.
Durante l'università imparai il DOS su un Olivetti M24, e il Fortran su un PDP11 della Digital.
Nell'89 ebbi in regalo per la laurea in ingegneria uno Zenith portatile con processore 8086, HD da 20 Mb e stampante ad aghi, un gioiello per allora, e mi dicevo: con questo sono a posto per un bel po'...dopo qualche mese uscirono i 286.
Nel '93 ho iniziato a leggere MC, e contemporaneamente ho acquistato un 486 DX 33 con HD da 170 Mb e stampante laser, attrezzato con parecchio software, tutto rigorosamente per Windows, ed era quasi il top: la frequenza di clock massima era 66 Mhz, e gli HD arrivavano a 250 Mb...mi dicevo: "riuscira' a soddisfare le mie esigenze per almeno 4 anni".
Ora siamo nel '95, ho fatto recentemente l'abbonamento a Internet, e sto pensando all'acquisto di una macchina Pentium, perche' mi serve l'Office per il mio lavoro, e mi sembra un peccato non comprarlo adeguato a Windows 95, e farlo girare su un 486 con "solo" 170 Mb e' impossibile...
Si potrebbe commentare: un utente perfetto, che si mantiene sempre aggiornato con cio' che esce sul mercato...
E invece piu' ci rifletto e piu' mi sembra di essere un drogato. E non solo io: tutto il mercato dei computer mi sembra sempre piu' simile ad un narco-traffico. Diciamolo pure: siamo irresistibilmente attratti dalle lusinghe dei Signori della Droga (ovvero Bill Gates e soci) che ci convincono a spendere in continuazione pur di rimanere aggiornati.
E' mai possibile? Si compra una macchina, del software pagandoli soldoni, e dopo due anni diventa robaccia? La mia macchina attuale va bene, e' veloce, non ha mai dato problemi, e immagino che non ne dara' per altri dieci anni, eppure e' "obsoleta", non e' piu' adatta a fare quello che "il mercato" richiede; perche' io posso anche comprare del software non aggiornato (se lo trovo, e non e' detto che sia cosi') ma i miei lavori sono gia' ora incompatibili con il resto del mondo informatico.
E poi, sembra che esistano delle "regole", che non si sa bene da chi sono state inventate, a cui e' impossibile sottrarsi. Ad esempio i 32 bit di Windows 95: ma chi ha mai stabilito che 16 erano pochi? Ma soprattutto, chi mi dice che 32 sono abbastanza? Magari fra due o tre anni inventeranno le macchine a 64 bit, e ci vorra' il software adeguato, in una rincorsa senza fine. Pazzesco!
Ma certamente il fine unico e' quello di lucrare il piu' possibile dagli utenti e non di fornire dei prodotti veramente nuovi, che potrebbero giustificare l'obsolescenza di quelli "vecchi".
Voi dite che l'informatica ha fatto passi da gigante, negli ultimi 10 anni, e cio' in molti settori e' vero; ma il Lotus 1-2-3 prima maniera (quello si' che era rivoluzionario) non era poi tanto diverso dall'ultima versione di Excel.
E' un mercato perverso. Un esempio? Eccolo: dal listino prezzi di una nota casa, osservo che a fronte di dotazioni hardware assolutamente identiche, un P75 di media dotazione costa 2.900.000 lire, ed un P120 4.600.000. Se togliamo tutto cio' che non e' CPU, ci rimane un prezzo per il chip a 75 Mhz di circa 600.000 lire, e per quello a 120 di 2.300.000, cioe' quasi quattro volte tanto. Eppure la tecnologia e' la stessa! Cosa giustifica una differenza cosi' alta? Solamente il ricatto di vederlo "marcire" un po' piu' tardi.
La stessa cosa si potrebbe dire di AutoCad e della sua versione LT, per non parlare degli hard-disk: oggi un HD da 1 Giga e' "generoso" (ma secondo me e' piu' generoso chi lo acquista, spendendo fior di soldi), domani bastera' a ospitare il nuovo sistema operativo!
E questo succede anche perche' si crea una mentalita' falsa su cosa vale realmente, nell'informatica. Parlo in particolare del mio settore. Avendo fatto vedere il programma che ho citato sopra sulle dighe ad arco, mi sono sentito dire: "si', ma gli manca un'interfaccia adeguata"! Come se fosse disprezzabile solo perche' non gira sotto Windows. Invece no, l'interfaccia e' secondaria, la cosa importante e' cosa il programma riesce a fare, il know-how che c'e' dentro, le ore passate a studiare la scienza delle costruzioni o la fisica quantistica...
Cosi' la notizia importante, riguardo alle simulazioni di scoppio nucleare tramite calcolatore che il vostro giornale ha riportato, non e' la potenza di calcolo richiesta che, in una classica operazione di promozione della propria immagine, tenta di far apparire piu' simpatico il processore P6 Intel che verra' a farci buttar via i Pentium acquistati oggi, ma il lavoro degli scienziati che studiano con serieta' il fenomeno, e realizzano il software di simulazione dalle equazioni che lo reggono (risparmiandoci, si spera, le esplosioni nel Pacifico).
Cosa si puo' sperare da una situazione come quella attuale?
Primo, ovviamente, che il popolo informatico impari a non lasciarsi irretire dalle proposte del mercato.
Una risposta poi potrebbe arrivare dal software shareware o public domain e da Internet, che per le sue connotazioni di sistema assolutamente anarchico segue una direzione del tutto opposta a quella del mercato (in cui i vari padroni dettano legge), ma gia' si profilano tempi duri con la concorrenza del MSN, che un padrone ce l'ha, eccome.
Bisognerebbe ricordarsi sempre che i computer sono degli strumenti, e non degli "dei" a cui tutto e' possibile (finche' non arriva un "dio" di potenza superiore).
Scusate il tono provocatorio, ma quando c'e' una droga di mezzo...
Scrivetemi!
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Ciao...